venerdì 24 maggio 2013

15. IL PIACERE

Se nel leggere il titolo di questo post pensavate ad un trattato sulla ricerca del punto G, o sulla durata o intensità del piacere sessuale, resterete delusi. Il piacere, per pochi è una reminiscenza dannunziana, per tanti è la discriminante per le scelte quotidiane (lo faccio solo se mi fa piacere).
Oggi, in realtà, voglio parlare del piacere, in quanto mezzo per arrivare alle masse.
Mi spiego. Se non piaci, si sa, difficilmente vieni ascoltato, ma concentrarsi più sulla forma che sulla sostanza è oramai abitudine diffusa.
Studi sociologici attribuiscono alla diffusione della televisione, la passione per l'effimero, per l'immagine fine a se stessa. In realtà, qui non intendo approfondire l'argomento, resto sul leggero, sul superficiale, per il piacere del lettore.
Guardate Berlusconi che canta in pubblico, che si tinge i capelli, che sorride come se avesse una paresi alla faccia, per molte persone è ridicolo, per altrettante, è meraviglioso, è piacevole. Guardate Renzi con la sua parlata "giovane", con il suo giubbotto di pelle, con il suo sorrisino, molti lo trovano ridicolo, altrettanti lo trovano fantastico! Infine, perdonatemi, sono cristiana, poco cattolica, ma vogliamo parlare di Papa Francesco? Avrà fatto le stesse scuole di Berlusconi ... La croce di un metallo povero, gli abiti poco ricchi, le belle parole (non pensate alle banche pensate ai poveri), e quello stesso sorriso furbo ...
Dobbiamo piacere a tutti i costi! Perché l'opinione pubblica se ne frega se Berlusconi ha una patologia che lo rende schiavo del sesso e del denaro, e se ha contribuito alla rovina dell'Italia per salvaguardare se stesso, lui fa ridere e sorride; l'opinione pubblica se ne frega se Renzi non fa nulla di concreto per il paese ed ora dimostra di volere solo il potere, creando sconquasso all'interno del suo partito, tanto lui è simpatico e sorride; l'opinione pubblica se ne frega se il Papa non apre le casse del Vaticano, la scatola bianca dei segreti che gli ha dato Ratzinger, e dimostra quotidianamente il suo maschilismo, tanto lui è simpatico,  è un esorcista, poi ha scelto di chiamarsi Francesco, come il Santo più amato, e poi sorride!

5 commenti:

  1. Avrei preferito un trattato sulla ricerca del punto G

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  2. Caro anonimo, quando ne saprò di più ti accontenterò, ma ci sono luoghi più appropriati per parlarne. Spero riuscirai a trovare qualcosa di interessante anche qui. Buona lettura!

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  3. leggevo e pensavo che è difficile definire il piacere; parecchi trovano piacere se piacciono agli altri e fanno di tutto per ottenerlo ma penso che questo piacere nasconda un desiderio sommerso " se piaccio prima o poi otterrò qualcosa di gratificante e diciamo che tra questi qualcosa c'è anche il " punto G"..non vedo perché il fattore sessuale sia spesso tenuto nascosto nelle motivazioni che ci muovono a compiere determinate azioni o a dire determinate parole,quando poi spesso ( forse in modo inconsapevole) quasi tutti facciamo delle cose, assumiamo degli atteggiamenti, cerchiamo , appunto di piacere, perché c'è in noi questa forza " animale " che comunque ci spinge istintivamente a fare tutto ciò per ricevere un piacere che vogliamo avere e che fa parte del vivere dell'essere.
    Questo non deve trascendere nella volgare ricerca del piacere come si legge sul caso Ruby, Berlusconi e& C.
    Comunque il piacere è anche vedere un figlio felice , un amico felice...e tutto quanto hai già descritto tu. Può essere anche semplicemente il gustare una limonata. Butto lì una definizione " piacere è tutto ciò che per un certo tempo lungo o breve ci rende felici e ci fa provare sensazioni piacevoli che non si possono descrivere con poche parole e che per ognuno hanno delle colorazioni diverse "
    L'account è anonimo...ma sono Natale S.

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    1. Ciao Natale,

      la tua analisi è senza dubbio opportuna. Il fatto di scrivere poche righe su ciascun argomento, è la peculiarità di questo blog, ma è al tempo stesso un limite. Mi piace che chi, come te, ha da aggiungere qualcosa lo faccia. Primo perché potrebbe essermi sfuggito, secondo perché magari per me meno rilevanti, ma non per la maggior parte dei lettori. Comunque potrei ironizzare dicendo che sei il solito maschio ... ma condivido ciò che scrivi.

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  4. sicuramente la quasi totalità dei maschi tra i pensieri ne ha sempre uno che è pronto ad emergere; diciamo come un pallone tenuto sul fondo del mare ( psiche) da un elastico; molti di loro lo hanno sempre nella mente.
    Ma una cosa alla quale non so dare risposta perché non sono una donna....ma davvero le donne lo ritengono un accessorio della vita ? O meglio...davvero escludono che possa essere il motore che muove parecchi comportamenti ?
    Comunque so bene che il piacere non è solo quello...anzi ! e limitarlo solo a quello finisce per diventare una sterile visione della vita.
    Natale

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